Dichiarazione ambientale cos'è

Cos’è la Dichiarazione Ambientale di un’attività produttiva?

La Dichiarazione Ambientale comunica l’impatto e gli obiettivi ambientali che ha un’azienda. Tale dichiarazione è definita in base al Regolamento CE 1221/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, in cui vi è un sistema comunitario di ecogestione e audit denominato EMAS, al quale può aderire volontariamente qualsiasi Organizzazione che intenda valutare e migliorare le sue prestazioni ambientali e comunicarle al pubblico.

Come aderire al regolamento EMAS

L’organizzazione o l’azienda che intende aderire al Regolamento EMAS è tenuta a svolgere i seguenti compiti:

  • Effettuare l’analisi ambientale con la quale viene stabilita la posizione iniziale dell’organizzazione rispetto alle condizioni ambientali;
  • Stabilire la propria politica ambientale cioè gli obiettivi ed i principi generali di azione rispetto all’ambiente, definendo il quadro di riferimento per fissare obiettivi specifici e traguardi;
  • Elaborare il programma ambientale che contiene una descrizione delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi specifici ed i traguardi, conseguenti alla politica ambientale;
  • Implementare ed attuare il sistema di gestione ambientale, conforme alla norma ISO 14001, che consente di sviluppare, mettere in atto, realizzare e mantenere la politica ambientale;
  • Effettuare l’auditing, cioè svolgere una valutazione sistematica, periodica, documentata e obiettiva delle prestazioni dell’organizzazione, del sistema di gestione ambientale e dei processi destinati a proteggere l’ambiente;
  • Redigere la Dichiarazione ambientale, rivolta al pubblico, che comprende informazioni relative a:
    • storia del sito;
    • politica ambientale;
    • descrizione delle attività dell’Organizzazione;
    • compendio di dati relativi all’analisi ambientale effettuata sul sito;
    • tutti gli aspetti ambientali rilevanti.

La Dichiarazione ambientale viene sottoposta a validazione da parte di Verificatori accreditati e viene inviata all’Organismo competente, che provvede all’iscrizione del sito nel registro europeo dei siti conformi al regolamento CEE, e autorizza contemporaneamente la pubblicazione della dichiarazione ambientale validata e l’utilizzo del logo.

La Logistica Ambientale, società di servizi del Gruppo, nella scelta di aderire ai Regolamenti Emas CE 1221/2009, UE 1505/2017 e UE 2018/2026, ha confermato l’impegno che l’azienda mette nella salvaguardia dell’ambiente ed il suo contributo per la tutela del patrimonio naturale. Pertanto, in data 10/02/2022 ha redatto la nuova Dichiarazione Ambientale (scoprila cliccando qui). Oltre alla presa in carico delle Migliori Pratiche di Gestione Ambientale (BEMP) promosse con la Decisione 2020/519/UE, l’azienda punta a migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti in accordo agli altri dettati comunitari, Direttiva 2008/98/CE con in primis i principi di economia circolare in Italia recepiti dai D. Lgs. 116 – 120/2020.

Sicurezza sui luoghi di lavoro

Gruppo Porcarelli e sicurezza nei luoghi di lavoro

La forza di Gruppo Porcarelli è il valore dei suoi dipendenti che, ad oggi, sono oltre 300. In occasione della giornata internazionale della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro abbiamo intervistato l’ASPP del Gruppo, il Dottor Daniele Campanari, che si occupa della sicurezza dei dipendenti.

Iniziamo con il suo ruolo in Gruppo Porcarelli. Cosa fa qui?

In Gruppo Porcarelli ricopro il ruolo di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione e svolgo i seguenti compiti:

  • individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi e individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro;
  • Elaborazione delle misure preventive e protettive e dei sistemi di controllo di tali misure;
  • Elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  • Pianificazione ed erogazione dei programmi di informazione e formazione ai lavoratori;

Cosa pensa degli infortuni e delle malattie professionali e come, secondo lei, si sono evolute durante questo periodo di pandemia?

Se mettiamo a confronto i dati italiani degli ultimi 2 anni, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto INAIL tra gennaio e settembre sono state 396.372 (+8,1% rispetto allo stesso periodo del 2020), 910 delle quali con esito mortale (-1,8%). Inoltre, a livello nazionale, risultano in aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 40.470 (+27,7%), dati fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus. Per abbassare tali eventi è necessaria una sensibilizzazione maggiore dei lavoratori sulla tematica della sicurezza, mediante un’adeguata formazione e maggior controllo da parte dei preposti sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Secondo lei formazione, sorveglianza e prevenzione possono fare la differenza per contrastare gli infortuni?

Assolutamente sì, le sbagliate abitudini lavorative e la scarsa percezione del rischio determinano molto spesso infortuni che sarebbero evitabili. Per correggere tali atteggiamenti bisogna intervenire con idonee ed efficaci azioni di prevenzione, garantendo il coinvolgimento di tutte le figure aziendali attraverso un planning nel quale siano individuate le priorità di intervento, (richiami formativi, addestramento, elaborazione di istruzioni operative).

Cosa pensa del DL 146/2021 e dei numerosi dubbi interpretativi che sono emersi?

Sicuramente sono state introdotte modifiche rilevanti, tra cui la formazione del datore di lavoro e il rafforzamento della figura del preposto.

Per quanto riguarda la prima modifica è stata inserita l’obbligo della formazione del datore di lavoro, per cui oltre ad essere responsabili, come lo sono ora, saranno anche formati.

Per le modalità, la durata e i contenuti minimi di formazione attendiamo il nuovo Accordo Stato Regioni.

Per la modifica dell’art. 19 del D.Lgs. 81/08, che rafforza la figura del preposto, sottolineo l’obbligo di individuazione dello stesso che riduce il cosiddetto fenomeno dei “preposti di fatto”, e che ha determinato la responsabilità penale di soggetti del tutto ignari di tale condizione, senza aver ricevuto alcun specifico incarico e l’adeguata formazione aggiuntiva.

Dopo aver predisposto il DVR, nominato un RSPP, formato il personale e fatto le visite mediche, cosa altro può o deve fare un datore di lavoro per evitare un infortunio?

Ovviamente un’adeguata valutazione dei rischi con la scelta e l’applicazione di adeguate misure di prevenzione e protezione è fondamentale. Un DL per diminuire ulteriormente tali eventi dovrebbe:

  • Investire sulle migliori tecnologie per la prevenzione e protezione dai rischi;
  • Coinvolgere le figure aziendali (dirigenti e preposti) nelle attività per la prevenzione e protezione dai rischi;
  • Mantenere alto il livello di attenzione e di controllo su tutti processi aziendali.

Gruppo Porcarelli come contrasta il pericolo di infortuni?

Diffondiamo ai lavoratori una corretta consapevolezza del proprio ruolo, la cultura della salute e sicurezza e l’importanza della prevenzione, attraverso la formazione e l’addestramento. La promozione di comportamenti idonei è, sicuramente, la carta vincente per assicurare la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Inoltre, cerchiamo di implementare le modalità di formazione adatte a tutti i dipendenti del Gruppo, mantenendo sempre alto il livello di attenzione dei discenti mediante: focus group, lavori di gruppo, casi studio ed esercitazioni.

Gruppo Porcarelli

Gruppo Porcarelli e le iniziative per l’ambiente

Le aziende del Gruppo Porcarelli sono presenti con la loro attività in tutta la filiera dell’economia circolare. Dalla raccolta al trasporto fino alla valorizzazione delle materie prime, il Gruppo ha sempre consentito la tracciabilità di tutta la vita del rifiuto.

Oltre al principio cardine “dare valore ai rifiuti”, Gruppo Porcarelli ha implementato l’amore per l’ambiente tramite diverse iniziative:

  • Il progetto Treedom;
  • L’ammodernamento del parco automezzi della Logistica Ambientale;
  • Contribuendo a raggiungere l’obiettivo europeo di riciclaggio di carta e cartone;
  • Il credere fin dall’inizio al CSS, per il recupero dei rifiuti speciali e rifiuti urbani non pericolosi;
  • Implementando negli impianti nuove tecnologie per raggiungere obiettivi ecosostenibili;
  • Impegnandoci in progetti di formazione scolastica per coadiuvare nella formazione i giovani nei progetti green.

Il progetto Treedom

In collaborazione con Treedom abbiamo deciso di restituire all’Ambiente una parte di ciò che, inevitabilmente, con azioni quotidiane gli viene sottratto. Questa foresta nasce dalla volontà di dare un aiuto concreto al nostro Pianeta, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Attualmente abbiamo due foreste: Gruppo Porcarelli e Logistica Ambientale per Henkel.

La prima foresta, Gruppo Porcarelli, è in Guatemala ed è, ad oggi, formata da 500 alberi. Questo numero verrà rigenerato di anno in anno per ridurre le emissioni di CO2, offrire un’alternativa sostenibile alla monocultura e tutelare la biodiversità locale. Oltre al lato ambientale abbiamo pensato anche al lato sociale: stiamo contribuendo, coinvolgendo circa 80 contadine, alla creazione di opportunità non solo alimentari ma anche economiche e sociali delle donne all’interno della comunità.

La seconda foresta, Logistica Ambientale per Henkel, è nata dalla partnership tra le aziende, si trova in Ecuador e ha un numero iniziale di 50 alberi. Attraverso il processo di fotosintesi degli alberi si sottrae naturalmente la Co2 dall’atmosfera, dove questa si accumula a causa di diversi fattori, tra cui l’operato dell’uomo. Ciò per cercare di ovviare alla naturale emissione di Co2 proveniente dalle aziende, con la creazione di una nostra foresta e, da ora, una foresta volta a celebrare l’impegno di Logistica Ambientale ed Henkel.

L’ammodernamento del parco automezzi di Logistica Ambientale

La Logistica Ambientale, società di servizi del Gruppo, si occupa anche del trasporto dei rifiuti. Proprio per la quantità di rifiuti gestiti, 216.500 tonnellate nel 2021, ci occupiamo del continuo ammodernamento del parco automezzi. Utilizzare mezzi di nuova tecnologia a basso rilascio di emissioni aiutano i delicati equilibri ambientali ci rende ancora più sostenibili . Questa è una delle tante propositive iniziative ambientali che ci hanno permesso di raggiungere la medaglia d’oro Ecovadis nel marzo 2022 per Logistica Ambientale.

Il CSS e l’implementazione di nuovi impianti per il raggiungimento di obiettivi ecosostenibili

Il CSS rappresenta una fonte energetica alternativa a basso contenuto di carbonio, meno impattante sIl CSS rappresenta una fonte energetica alternativa a basso contenuto di carbonio, meno impattante sull’ambiente rispetto al carbone, al gas e al petrolio. Una delle attività dell’azienda madre del nostro Gruppo, la Porcarelli Gino & Co., è finalizzata al recupero di materie prime ed alla produzione di Combustibili Solidi Secondari (CSS). Con Eco.Ge.Ri., nel nuovo impianto in partenza a Finale Emilia (MO), ci occuperemo della produzione di CSS di altissima qualità. (Leggi di più sull’impianto cliccando qui).

Obiettivo di riciclo di carta e cartone raggiunto

Nel 2020 il tasso di riciclo degli imballaggi di carta e cartone in Italia è arrivato all’87,3%. L’obiettivo europeo è fissato all’85% al 2035. Possiamo asserire di aver raggiunto tale traguardo anche grazie al nostro impianto.
Oltre 70.000 tonnellate di rifiuti cartacei annualmente vengono valorizzati nel nostro impianto Ricicla Centro Italia attraverso un processo di selezione, cernita e raggruppamento per frazioni merceologicamente similari, ottenendo materie prime secondarie da destinare alle cartiere nazionali ed estere per la produzione di nuova carta.

Progetti di formazione scolastica

Tutto il Gruppo partecipa attivamente alla formazione di studenti per prepararle ad un mondo sostenibile . In basso la foto dei ragazzi che a completamento del Corso di Alta Formazione in Urban Mining ed Economia Circolare per la Produzione di Materie Prime Secondarie organizzato dalla Sapienza Università di Roma hanno visitato il nostro impianto di Ricicla Centro Italia.

donne

Le donne nel Gruppo Porcarelli: l’intervista alla Responsabile dell’Ufficio Commerciale Federica Pierini

In occasione della Giornata Internazionale della Donna abbiamo intervistato la nostra responsabile dell’Ufficio Commerciale, Federica Pierini. Gestendo il cuore pulsante dell’azienda e un team di professionisti, le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza e la sua opinione sulle donne nel mondo del lavoro. Ecco cosa ne è emerso:

Inizierei chiedendole proprio la sua storia, che ruolo ha in azienda e cosa fa qui?

Sono in azienda da circa 25 anni e durante la mia storia lavorativa ho ricoperto diverse mansioni, partendo dall’archiviazione dei documenti, passando per l’amministrazione e l’ufficio ambiente per arrivare oggi a ricoprire il ruolo di Responsabile Commerciale del mio staff di preziosi collaboratori. 

Il ruolo di gestione e supervisione viene ricoperto da altre donne in azienda?

Assolutamente sì, nel Gruppo Porcarelli non ci sono mai state distinzioni di genere. Infatti ogni persona, a prescindere dal sesso o dalla provenienza, è sempre stata valorizzata per le proprie qualità umane e professionali. Nonostante il settore lavorativo prettamente maschile, si nota la presenza femminile in ogni reparto: dagli uffici fino all’impianto.

Secondo lei, ad oggi, ci sono ancora dei Gender Gap nei luoghi di lavoro?

Mi piacerebbe poter rispondere di no, ma ancora nel 2022 a livello globale non è così. Anche in base a quanto è emerso dal Global Gender Gap report 2021 del World Economic Forum, per chiudere il divario tra uomini e donne serviranno ancora 267,6 anni, se tutto continuerà a questo passo. Basti pensare che il nostro Paese è penalizzato soprattutto dalle differenze per occupazione e stipendi (114esimo posto) e salute (118esimo posto). Tutto questo per dire che, ad oggi, le donne devono combattere ancora per essere considerate sullo stesso piano di un uomo.

Grazie per l’intervista. Cosa vorrebbe dire, in conclusione, alle donne che iniziano a lavorare in aziende come il Gruppo Porcarelli?

Il Gruppo Porcarelli per me è stata ed è tutt’oggi un’azienda che mi ha permesso di crescere a livello professione e personale. Il genere non dovrebbe mai essere una discriminante ma un aspetto che possa valorizzare ogni tipo di mansione. A tutte le donne che si affacciano al mondo del lavoro dico: siate tenaci.

Da oggi Gruppo Porcarelli è anche il nome di una foresta!

In collaborazione Treedom, infatti, abbiamo piantato 500 alberi per restituire al nostro Pianeta, anche solo in parte, ciò che con azioni quotidiane gli sottraiamo ogni giorno. Siamo nati dall’idea che anche una piccola azione può essere fondamentale per un cambiamento più grande: oggi vogliamo farlo, un albero alla volta, per salvaguardare i sistemi naturali, come dovere verso l’ambiente e verso i nostri clienti. Treedom ci ha dato la possibilità di scegliere, ancora una volta, la via della sostenibilità.

Lo scopo di questa collaborazione è piantare sempre più alberi ogni anno per assorbire CO₂ dall’atmosfera, promuovere lo sviluppo sociale, ambientale ed economico delle comunità coinvolte attraverso progetti agro-forestali.

Quest’anno abbiamo scelto di sostenere il progetto forestale di Treedom in Guatemala, dove ogni albero piantato favorisce le comunità locali ed innesca processi virtuosi di crescita. Perché ogni albero rappresenta un passo verso un mondo con uguali opportunità.

Clicca qui per scoprire di più!